Aru si fa vedere per una sgambata, vince meritatamente Lutsenko

Tour de France, sesta tappa. Le Tell – Mont Aigual, 191 chilometri

Toh, chi si rivede! Dura poco la scampagnata di Fabio Aru fuori dal gruppo della maglia gialla, ma infonde comunque una buona dose di fiducia nei suoi tifosi. È uno scattino, quello del villacidrese, nemmeno osteggiato – peraltro – dal gruppo che si è fatto l’ultima salita, un gran premio della montagna di prima categoria, ad un’andatura veloce, ma tranquilla, guidato dalla Ineos di Egan Bernal.

Una scelta tattica, lo scatto di Aru? Può essere che la UAE l’abbia mandato in avanscoperta per supportare un’eventuale attacco del capitano Pogačar nel caso in cui la situazione dietro si fosse fatta bollente. Ma dietro non si muove nulla, il ritmo dettato dalla Ineos probabilmente serve a non far stancare troppo un Bernal non ancora in piena forma. D’altra parte nessuno insidia la gialla di Yates, meglio non assumersi questa responsabilità ora che arriva una settimana sulla carta abbastanza tranquilla, prima delle ascese pirenaiche del 9 e 10 settembre. Così Aru per qualche chilometro sembra impegnarsi, almeno questa è stata la sensazione osservando i rilievi cronometrici dato che la regia francese non lo inquadra, ma poi probabilmente gli è stato detto di fermarsi, dato che la rincorso verso i fuggitivi era un’operazione improba, troppo stancante a fronte di possiblità di riuscita pari a zero. Ma il villacidrese si è fatto vedere, ha mostrato dopo le brutte prove dei giorni scorsi di non stare male ed è possibile immaginarsi che, in vista delle Alpi l’ultima settimana, potrà giocarsi qualche carta per una vittoria di tappa. Per la cronaca, alla fine Aru arriva al traguardo con 8 secondi di ritardo sul gruppo della maglia gialla, ma ci sta.

La vittoria stavolta va a un bravo Alexey Lutsenko, kazako della Astana, che dopo essere stato in fuga per buona parte della giornata, si stufa dei compagni e lascia tutti sull’ultima salita, tenendo un buon ritmo fino al traguardo finale. Dietro di lui Jesus Herrada, che, senza mai attaccare, è andato avanti tenendo il proprio ritmo: prima si è staccato, poi pian piano ha ripreso tutti i suoi vecchi compagni di fuga. Terzo un altro dei fuggitivi, il campione olimpico Greg Van Avermaet che la tappa avrebbe voluto vincerla ieri.

Dopo arrivava il gruppo dei migliori, senza nessun particolare movimento. Ma qualcuno si è voluto togliere una soddisfazione, per quanto inutile. Alaphilippe prende e scatta a poche centinaia di metri dal traguardo, senza alcun ragione. Ma nel ciclismo la ragione non è tutto, il francese voleva dare un piccolo segno di riscatto e arrivare da solo davanti a quella giuria che ieri gli ha tolto 20 secondi e, di conseguenza la maglia gialla, per punirne il rifornimento nella zona vietata, gli ultimi venti chilometri di corsa.

Domani tappa per velocisti, ma attenzione, perché il vento potrebbe creare delle inattese difficoltà.

ORDINE D’ARRIVO
1. Alexey Lutsenko (Kaz, Astana)         in 4h32’34”
2. Jesus Herrada (Esp, Cofidis)                + 55”
3. Greg Van Avermaet (Bel, CCC Team)       + 2’15”
4. Neilson Powless (Usa)                             + 2’17”
5. Julian Alaphilippe (Fra)                             + 2’52”
6. Bauke Mollema (Ned)                             + 2’53”

CLASSIFICA GENERALE
1. Adam Yates         (Gbr, Mitchelton-Scott)      in 22h28’30”
2. Primoz Roglic      (Slo, Jumbo-Visma)            a     0’03”
3. Tadej Pogacar      (Slo, Uae Emirates)           a     0’07”
4. Guillaume Martin   (Fra)                         a     0’09”
5. Egan Bernal        (Col)                         a     0’13”
6. Tom Dumoulin       (Ned)                                s.t.
7. Esteban Chaves     (Col)                                s.t.
8. Nairo Quintana     (Col)                                s.t.
9. Miguel Angel Lopez (Col)                                s.t.
10. Romain Bardet      (Fra)                                s.t.

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