Uno sguardo a Ovest, l’impressionante vista dal nuraghe Nolza di Meana

La vista della Sardegna occidentale dal nuraghe Nolza a Meana Sardo

Benché si trovi ad un’altitudine non eccezionale, circa 740 metri sul livello del mare, il Nuraghe Nolza offre un impressionante spettacolo a chi decide di visitarlo. Volgendo lo sguardo a Ovest, l’assenza di significativi rilievi consente di individuare con chiarezza, nelle giornate di aria tersa, praticamente tutti i punti di riferimento della Sardegna occidentale. L’inconfondibile sagoma della Giara si trova in primo piano. Alle sue spalle, appena visibile nella foto, si intravedono i contorni sfumati del Monte Linas che, con i suoi 1200 metri di altitudine, domina il villacidrese. Altrettanto inconfondibile e un po’ meno sfumata la sagoma del Monte Arcuentu, che svetta nell’Arburese, con in primo piano il massiccio vulcanico del Monte Arci, centro di produzione dell’ossidiana di importanza europea. Poco più a destra, dopo l’avvallamento che più o meno in territorio di Villaurbana segna il confine fra i due monti, la cresta collinare del Grighine. Nell’avvallamento, riconoscibile per la presenza delle pale eoliche, è possibile al tramonto vedere i riflessi del sole sul mare del Sinis. Lo stesso fenomeno avviene ancora più a destra, dove sale lentamente il pendio del Montiferru, che, seminascosto dai rilievi locali, apre la strada all’altipiano di Campeda.

Ci troviamo praticamente al centro geografico della Sardegna, eppure dalla collina su cui è posto questo bel nuraghe è possibile ammirare una parte considerevole dell’isola, mentre la parte orientale è chiusa allo sguardo dalle falde occidentali del Gennargentu, con incastonata la Tonara di Peppino Mereu.

In primo piano, sulla destra, i vigneti di Meana Sardo, numerosissimi e rigogliosi in questa terra di confine fra il Mandrolisai e la Barbagia di Belvì.

Consiglio la visita del nuraghe Nolza, sia per godere di questa meravigliosa vista – e l’ideale è assistere al tramonto – sia per ammirare le particolarità di questo edificio, fra i pochi in Sardegna realizati in scisto, e che al suo interno nasconde un mistero irrisolto, di cui magari parlerò in un altro articolo.

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