Inca, Nuragici e scrittura

Gli Inca non conoscevano l’alfabeto nel modo in cui lo intendiamo noi occidentali. Non conoscevano perciò, in sostanza, la scrittura. Eppure questo non gli ha certo impedito di svilupparsi come una civiltà le cui testimonianze sono impressionanti, anche allo sguardo dell’uomo contemporaneo. Ovviamente avevano un modo di comunicare anche fra persone non presenti nello stesso luogo nello stesso momento: un sistema di cordicelle colorate, con nodi disposti in varie posizioni, che, si ritiene, avesse perlopiù lo scopo di comunicare dati statistici e numerici. Questo particolare telaio è chiamato quipu.

Ma che ci importa? Il fatto ci interessa perché in Sardegna migliaia e migliaia di persone si arrovellano da anni sulla questione della scrittura nuragica. Ora, non è questa la sede per ragionare sulle ipotesi, per la verità talvolta abbastanza sgangherate, di conoscenza della scrittura da parte degli antichi sardi. Certo, il problema di fondo è che documenti non se ne sono mai trovati e la storia, ancor di più l’archeologia, si fonda sui documenti, altrimenti è speculazione filosofica sul passato. Che è comunque interessante, ma è altro. Quei documenti che vengono mostrati come prove della scrittura spesso non possono essere definiti con ragionevole sicurezza autentici, ma soprattutto, il più delle volte, mostrano dei segni che possono essere letti come un sistema di scrittura solo se si stabiliscono regole irrazionali e ad hoc. È un procedimento logico tipico: osservo un fenomeno e poi costruisco un sistema di regole a suo uso. È l’assurda metodologia impiegata da chi sostiene la discendenza del latino dal sardo: ovviamente c’è una parvenza di senso in un’etimologia percorsa all’incontrario, ma si tratta appunto di un’apparenza, smentita dal fatto che quel processo sarebbe realizzabile per qualsiasi altra lingua romanza. Per chiudere questa parte, è chiaro che affermare «I nuragici sicuramente non scrivevano» è poco serio. C’è ancora tantissima ricerca archeologica da fare, in Sardegna, e ciò che possiamo affermare è che al momento non esistono prove di scrittura, per quanto non sarebbe scandaloso un loro ritrovamento.

Ma quello che ci interessa in questo articolo è altro: è l’atteggiamento mentale di chi, con pervicacia, ritiene sia in atto un complotto per nascondere la scrittura nuragica e squalificare così gli antichi sardi. Alla base ci sono due problemi correlati: il primo è il complesso di inferiorità indotto dalla rimozione della storia sarda nel dibattito pubblico e nell’istruzione di ogni ordine e grado e conto di parlarne in un altro articolo. Il secondo è il punto di vista occidentale (e occidentalizzante) per cui qualsiasi società dev’essere valutata sulla base di criteri validi per noi oggi. E a noi, un po’ limitati mentalmente, sembra inconcepibile che una società sviluppata non scrivesse! Eppure c’è tutta una serie di cose da considerare, la prima delle quali è che una civiltà generalmente impiega le sue forze nel produrre qualcosa che le è utile. Che in Sardegna ci fosse una sovrabbondanza di energie e risorse lo dimostrano i nuraghi: un popolo che è impegnato a sopravvivere non perde tempo a costruire quei mastodonti. Se lo fa, vuol dire che c’è probabilmente un gruppo sociale privilegiato che ne ordina la costruzione e inoltre che le calorie a disposizione della popolazione sono in numero sufficiente a garantire che non tutti siano impegnati nella loro produzione. Quindi le forze per inventare o riciclare da altri popoli la scrittura c’erano, su questo pochi dubbi, ma potevano essere impiegate per cose ritenute, anche inconsciamente, più importanti e utili. Per quel che ne sappiamo i nuragici magari scrivevano solo per questioni commerciali e statistiche e magari lo facevano su supporti deperibili che non sono arrivati fino a noi. Il vero punto, però, è che il fatto che non scrivessero non ha molto a che fare con la grandezza della civiltà da loro prodotta, sempre ammesso che abbia senso stilare una classifica della grandezza delle civiltà.

In molti dei sostenitori delle tesi sulla scrittura nuragica, vedo proprio ciò che loro dicono di voler combattere. Un forte complesso di inferiorità, a cui si cerca di rimediare ponendosi alla pari con le civiltà che, nella nostra tradizione scolastica, vengono considerate di prima grandezza: quelle della scrittura. «I sardi scrivevano, altro che preistoria!» leggevo in un post di una pagina Facebook che diffonde teorie di questo tipo. Chiedetelo agli Inca quanto era arretrata la loro preistoria!

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