CRS4, HUAWEI ESCE DAL RADAR

Sembra sempre più a rischio la partnership tra la Regione Sardegna e Huawei nello sviluppo del programma Smart & Safe Cities, che da quattro anni porta avanti su Cagliari una sperimentazione relativa allo sviluppo di sistemi di controllo sociale e videosorveglianza interconnessi a una centrale operativa attraverso reti di nuova generazione come il 5G. Per sapere di più sulla questione, potete leggere i due articoli dell’inchiesta Nel bel mezzo della nuova Guerra fredda che trovate in coda a questo post.

In un’intervista alla Nuova Sardegna, la sua prima uscita pubblica dopo la nomina ad amministratore unico di CRS4, il professore di Ingegneria chimica dell’ateneo cagliaritano Giacomo Cao non cita una sola volta il colosso cinese della tecnologia, né quando fa l’elenco dei progetti svolti in passato dal centro di ricerca di Pula né quando descrive le prospettive future. L’intervista la trovate a pagina 10 del quotidiano sassarese oggi in edicola.

Cao è una figura molto nota della ricerca pubblica sarda, è presidente del Distretto AeroSpaziale della Sardegna e nel 2014 tentò la scalata al Rettorato del‘Università di Cagliari, vedendosi sconfitto al ballottaggio da Maria del Zompo, in una sfida tutto interna al centrosinistra accademico isolano.

La sua nomina al vertice di CRS4 è arrivata con un atto da parte di Maria Assunta Serra, commissario straordinario di Sardegna Ricerche, il cui mandato si sarebbe già dovuto concludere, ma è stato prorogato visto che la Giunta Solinas non ha ancora predisposto il bando per la scelta del direttore generale della società regionale.

Se il vecchi consiglio d’amministrazione di CRS4 puntava gran parte della propria attenzione sulla partnership con Huawei per un progetto dai risvolti problematici sia in ambito etico che in ambito geopolitico, la nomina di Cao sembrerebbe preludere a un deciso cambio di rotta. Il professore, infatti, è da anni presidente del DASS, un consorzio pubblico-privato di casa all’interno del Poligono di Quirra e partner di colossi del settore bellico di area NATO. Un percorso che a occhio sembra incompatibile con la partnership con Huawei, in una fase di recrudescenza della nuova guerra fredda tra Stati Uniti e Cina.

La prima conferma arriva dall’intervista di oggi a La Nuova, nella quale Cao non cita nemmeno di striscio Huawei, il Joint Innovation Center e il progetto Smarta & Safe Cities. Francamente non ci sarebbe molto da sorprendersi se il nome di Cao spuntsse di nuovo fuori per l’elezione del nuovo rettore dell’Università di Cagliari, prevista per il 15 dicembre prossimo.

(Foto Di Brücke-Osteuropa – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8706670)





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